NUOVA SEDE ALER AZIENDA LOMBARDA PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE DI VARESE, COMO, MONZA BRIANZA E BUSTO ARSIZIO (ristrutturazione ed ampliamento della ex sede del Genio Civile), VARESE
prj 2006-2008; costruzione 2009-2015

committente
ALER Varese

attività svolte
PROGETTO PRELIMINARE, DEFINITIVO, ESECUTIVO, DIREZIONE LAVORI OPERE ARCHITETTONICHE, PROGETTO OPERE DI ARREDO

gruppo di lavoro
archh CLAUDIO e CARLO CASTIGLIONI, CLAUDIO NARDI con LUCA BORDETTI, FABIO BEZZECCHI, GIANLUCA CARCANO, CRISTIAN MELETTO, FABRIZIO ALTIERI, CRISTINA MATTAI DEL MORO
consulenti
strutture ing PAOLO BESOZZI
impianti tecnologici VARESECONTROLLI srl ingg CARLO ASCOLI, DARIO BELLOCCHIO
prevenzione incendi VARESECONTROLLI srl ing STEFANO CASTELLANI
acustica auditorium ing GIANPIERO AJANI

Servizio Costruzioni ALER
RUP arch FRANCO PIERRO, contabilità geom GIACOMO ROSSI

slp uffici e servizi 2200 mq; sup autorimesse e rampe1750 mq

ape
CLASSE A

recensioni

Progetti e Concorsi 5/2016
NF Nuova Finestra 423/2016
Arketipo Magazine on line 9 marzo 2016
Progetti e Concorsi 5/2009
Aa, Architetture in acciaio 19_2017

mostre
Attraversamenti 2009, Biennale di Architettura, Spoleto

photo  SIMONE BOSSI

Il progetto dei nuovi uffici direzionali ed operativi dell’ALER comprende sportelli per il pubblico, una sala auditorium (settanta posti) ed uno spazio ristoro per il personale. L’area di ingresso, il salone del pubblico, l’auditorium e lo spazio ristoro sono funzionalmente autonomi e disgiungibili dagli uffici in modo di poter essere “noleggiati”, al di fuori degli orari lavorativi, per conferenze, piccoli convegni, feste, ecc.   L’edificio preesistente recupera gli stilemi architettonici tipici del ventennio fascista nonostante, in realtà, sia stato costruito nei primi anni ’50. La consapevolezza del ruolo identitario esercitato dall’edificio su quel brano di città, pur nella consapevolezza dell’anacronismo storico-formale che lo ha generato, è stata determinante nella volontà di rispettare i connotati architettonici e linguistici preesistenti. Si è deciso di conservate le tre facciate rivolte agli spazi pubblici (est, nord ed ovest), i materiali interni più pregiati (marmi e seminati alla veneziana), la scala principale e l’assetto distributivo originario. I necessari ampliamenti hanno comportato l’occupazione del cortile retrostante e la sopraelevazione del corpo principale. I nuovi volumi non compromettono la leggibilità dell’originaria  semplice articolazione compositiva.  Le ampie vetrate rivolte a sud danno luce ai nuovi spazi mentre un sistema di elementi frangisole in cotto li preserva dai rischi di surriscaldamento. L’atrio centrale a doppia altezza, riservato al pubblico, così come il percorso di accesso, sono rivestiti con il medesimo materiale delle facciate esterne (acciaio corten) con l’intento di configurare gli spazi comuni interni come un’estensione dello spazio pubblico esterno.  La gronda metallica grigliata che delimita la  sopraelevazione, accentuata dall’arretramento delle nuove finestre a nastro, si rapporta geometricamente con il cornicione originario senza  lederne il valore di coronamento formale dell’edificio preesistente. Il fabbricato si classifica in classe energetica A (risultato significativo stante che, per rispettare il rivestimento in cotto dell’edificio originario, non si è ricorsi a sistemi “a cappotto” per le facciate esistenti). Il contenimento dei consumi energetici (sia invernali, sia estivi), è ottenuto grazie a serramenti di elevate caratteristiche, contro pareti isolanti nell’edificio esistente, tetti vegetali, frangisole in cotto, attenta gestione dei ponti termici anche per gli elementi strutturali in aggetto. Il sedime del preesistente cortile interno è totalmente impegnato da tre livelli di autorimessa interrata (circa sessanta posti auto) serviti da due rampe indipendenti. I diaframmi che separano i piani interrati dal terreno limoso e dalla permanente presenza di lenti di acqua sono realizzati con sistema a “vasca bianca”. Per la realizzazione della “vasca” e per ottimizzare le scarse dimensioni disponibili, è stato necessario realizzare paratie berlinesi di micropali e, congiuntamente, iniezioni di jet grouting a saturazione degli interspazi. Il principale fronte pubblico (lato nord) accoglie un bassorilievo intitolato alla “costruzione edilizia” (l’edificio nacque come sede del Genio Civile). L’opera fu ideata e realizzata nel 1953 da Vittorio Tavernari a seguito di un concorso nazionale bandito unitamente alla costruzione dell’edificio.